Famiglia o Famiglie ?

Quando si dice “Famiglia”, solitamente si pensa alla forma tradizionale composta da due genitori e uno o più figli, ma non è più solo così.

Dal secondo dopoguerra in poi si è assistito ad un aumento del numero delle famiglie superiore all’aumento della popolazione, ad una diminuzione del numero dei componenti, e a una diversa distribuzione percentuale dei vari tipi di struttura familiare, a favore sia di quella coniugale/nucleare, che di quella unipersonale e quella monogenitoriale (Saraceno 1996).

Secondo questa autrice, il numero di famiglie è aumentato, con una corrispettiva tendenza alla nuclearizzazione per vari motivi: il calo del tasso di  nuzialità e di nascita e l’aumento della durata della vita, fatto quest’ultimo che porta ad un aumento dei nuclei composti da anziani, anche soli.
L’aumento del numero delle famiglie sembra inoltre dovuto alla diminuzione del numero delle famiglie estese: le nuove coppie cominciano da sole il proprio cammino familiare; divorzi e separazioni contribuiscono allo stesso fenomeno.
Modificandosi nelle loro strutture, le famiglie diventano di difficile definizione; i confini si modificano, si ampliano; le relazioni diventano più elastiche e sfumate, come nel caso delle famiglie ricostituite, dove ci sono più fratelli/sorelle, più di un padre o una madre, oltre che di nonni o altri parenti.  Anche l’aumento importante di famiglie immigrate dalle diverse parti del mondo porta ad una ulteriore diversità e varietà di modelli familiari.
Ci sono poi modi diversi di fare famiglia che stanno aumentando: le convivenze more uxorio, o tra parenti, ad esempio tra sorelle rimaste sole, che si uniscono per aiuto e sostegno reciproco oltre che per affetto, le coppie omosessuali legate con le unioni civili.

Tutte queste forme portano la necessità di ulteriori confronti e riflessioni sui classici “doveri/diritti” della coppia e delle famiglia, così come classicamente conosciuta, evidenziando la necessità di contemplare la complessità della società civile  e di adeguare i vari strumenti, anche di supporto e sostegno economico, alle nuove realtà presenti.
Infatti non è venuto meno il desiderio di “fare famiglia”, ma è cambiato radicalmente il perché e il come. Il baricentro si è spostato dall’istituzione all’individuo e alla qualità dei legami. Se un tempo la stabilità era garantita dal dovere sociale, oggi la stabilità di una coppia pende dal filo della gratificazione emotiva reciproca. Questo ha reso i legami più autentici, ma più fragili. La sfida attuale per i giovani e le coppie è abitare questa libertà senza sentirsi isolati: passare dall’autonomia alla capacità di costruire un progetto comune in un mondo che corre veloce.
Comprendere queste trasformazioni è il primo passo per non subirle, ma per guidarle con consapevolezza.

A cura di Valeria Tosi  Ass. Sociale, Sociologa